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IL SAPORE DEL VINO

a cura di Carlo Aguzzi sommelier

LACRYMA CHRISTI e PIEDIROSSO

Il Lacryma Christi è un prodotto che entra a pieno titolo nella storia dell’enologia campana
e, oserei dire, internazionale. La fama di questo meraviglioso vino ha fatto fi orire miti e
leggende: “Dio riconoscendo nel golfo di Napoli un lembo di cielo asportato da Lucifero,
pianse e laddove caddero le lacrime divine sorse la vite del lacrima Christi”. Anche Curzio
Malaparte, nel suo romanzo “La pelle” invita a bere “questo sacro, antico vino.. vino dalla
forza magra e delicata che sfuma in soavissimi aromi di erbe selvatiche; ha il colore misterioso
del fuoco infernale, il sapore della lava, dei lapilli, della cenere che seppellirono Ercolano e
Pompei”. Numerose testimonianze enologiche si ritrovano anche a Pompei, immortalate dalla
celebre eruzione del 79 d.C. In seguito il Lacryma Christi fu prodotto dai monaci che abitavano
in un convento sulle pendici del vulcano e poi quasi solo dai padri Gesuiti, proprietari di
diverse terre nella zona. Il lacrima Christi rosso nasce da un uvaggio che comprende uve piedi
rosso, sciascinoso e aglianico. Il piedi rosso è un vitigno coltivato solo in Campania dove è
diffuso da secoli. Viene defi - nito anche “Per e Palummo” (piede di colombo) per la colorazione
rossa, come la zampa di un piccione, che assumono
i pedicelli in prossimità della maturazione dell’uva. Era già descritto in termini elogiativi
da Plinio nella sua “Naturalis Historiae”. Il sistema di allevamento
alla “puteolana” - più viti per un palo (la falanga romana, da cui Falanghina) - con spalliera alta 4 – 6 metri e potatura ricca ancora oggi è ampiamente utilizzato nella zona, specie nei numerosi vigneti storici con viti centenarie, franche di piede, protette dalla fi llossera grazie alla particolarità del terreno. Grazie a queste particolarità l’uva riesce a conferire al vino particolari note speziate. Lo sciascinoso è un ‘uva che dà note più delicate,e contribuisce al generale equilibrio gustativo del lacrima Christi. L ‘aglianico invece dona classe e struttura nonché aromi fl oreali e fruttati.
Il vino deve presentarsi di colore rosso rubino più o meno intenso, talvolta brillante; odore gradevolmente vinoso in età giovanile, con possinili ricordi fl oreali e di pepe; sapore secco, armonico, morbido e persistente. Regge tranquillamente invecchiamenti di quattro –cinque anni e, servito a 18 gradi di temperatura, accompagna spaghetti alla chitarra con ragù d’agnello, tagliatelle con ragù alla bolognese, penne al sugo di stracotto. Si propone con fi - letto di manzo in salsa al vino rosso, arista di maiale tartufata al forno, piccata di manzo alla
pizzaiola.

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